Dopo 20 anni di muro

27 11 2009

 

 

Nessuno ha intenzione di costruire un muro “.

( 15 giugno 1961, Walter Ulbricht, capo di Stato delle DDR ).

 

Dopo la seconda guerra mondiale, milioni di persone fuggirono dalla Germania orientale per entrare nella Germania occidentale; dal 1945 al 1961, due milioni e mezzo di tedeschi dell’Est passarono ad Ovest: la Germania orientale si trovò così a corto di operai e  professionisti. Le autorità fecero passare la decisione di costruire un muro, in quanto, non si temeva solo di perdere lavoratori ma, soprattutto, si temeva che passassero migliaia di spie nemiche. Si sostenne che si trattava di un “muro di protezione antifascista”, inteso a evitare un’aggressione dall’Ovest. I dirigenti delle DDR, dimostravano così con questo gesto contemporaneamente la loro forza e la loro impotenza: la forza di riuscire a dividere una città e un intero Paese, e l’impotenza nell’affrontare la brama di libertà di coloro che volevano svincolarsi dal sistema socialista. La frontiera tra Est e Ovest tagliava, esattamente in mezzo, il ponte d’acciaio a cavallo della ferrovia: Est era considerata la zona comunista, Ovest quella capitalista, dove anche le facciate delle case avevano colori più accesi, più freschi, di quelli della Berlino Est, dove i muri erano, invece, grigi e ancora graffiati dai proiettili della Seconda guerra mondiale. In seguito ai trattati internazionali, infatti, si era arrivati a quella che veniva chiamata la Cortina di Ferro, ovvero  la linea di separazione tra gli stati aderenti al Patto NATO ( alleati con gli USA), e quelli aderenti al Patto di Varsavia ( alleati con la Russia). Tuttavia, in una notte storica e indimenticabile, il 9 novembre 1989, crolla in poche ore il Muro di Berlino: nel mare dell’Europa, simbolo della contrapposizione del mondo in due blocchi; il 1989 costituisce una pietra miliare nella storia della Germania e di tutta l’Europa. Nell’autunno di quell’anno, in alcune città dell’ex Germania Est (Dresda, Lipsia, Plauen, Berlino Est) si susseguirono manifestazioni di protesta contro il regime, fatti storici che andarono sotto il nome di “ rivoluzione pacifica”. Di quei tragici anni, i dati ufficiali parlano di più di un centinaio di persone uccise nel tentativo di superarlo per fuggire dalla parte Est, sotto l’influenza sovietica, verso quella Ovest: eretto nel 1961 rimane in piedi ben 28 anni; 5.000 sono state le fughe riuscite, 127 i morti nei tentativi di fuga, 5.112 i feriti catturati; vengono impiegati 100.000 agenti e 300.000 informatori, oltre 100 miliardi di Euro per il costo dell’ intero apparato. Dopo la caduta di quella barriera di cemento, nulla è stato come prima: un’ondata rivoluzionaria ha sommerso l’Europa centrale e orientale, spazzando via in pochi mesi tutti i regimi socialisti. Il crollo di quel muro significò per tutti la fine di un periodo d’incertezza per il futuro, che derivava dalle preoccupazioni dello scatenarsi di una nuova Guerra Mondiale. Probabilmente l’emozione più forte è stata la mattina del 10 novembre, quando l’Europa apprese che nella notte quel muro aveva cessato di essere una barriera invalicabile.  Proprio in questi giorni ricorre l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, la fine della guerra fredda; sono in programma molte manifestazioni, le quali sono state certamente nelle ultime settimane l’evento mediatico più diffuso tra i programmi televisivi e gli editoriali europei ed internazionali. In Germania, in particolare, l’anno 2009 vedrà una serie di eventi per commemorare la caduta del muro: ci sarà una mostra open-air presso l’Alexanderplatz di Berlino, tra il 7 e il 9 novembre prossimo anno, oltre ad un certo numero di musei dedicati al muro del terrore. Sul luogo di nascita della caduta del muro, Leipzig, si organizzeranno una serie di celebrazioni, che vedranno gli ex tedeschi orientali ed occidentali ballare insieme sul sito del muro, che era stato utilizzato per tenerli separati. I festeggiamenti culmineranno nella grande festa, prevista il 9 novembre presso la Porta di Brandeburgo, con concerti, fuochi d’artificio e la messa in scena simbolica della caduta del muro. Non solo in Germania, anche in Italia sono nate  tantissime  iniziative, in tutte le maggiori città: nella capitale, per esempio, è stata organizzata una grande manifestazione per  celebrare quest’ importante evento storico, Venti di libertà 1989-2009.Roma celebra la caduta del Muro di Berlino. Torino ha organizzato una mostra fotografica, allestendo una mostra alla biblioteca Shaharazade dal 9 novembre al 6 dicembre dal titolo “Il Muro protezione o privazione” : racconta la visione che differenti artisti, fotografi e dilettanti, italiani ed internazionali, hanno del muro; ma sono stati organizzati eventi anche a Milano, Genova, Firenze, e in altre città ancora. Nel corso del 2009 è stata realizzata persino un’iniziativa per ricordare gli eventi passati del 1989, grazie ad una pubblicazione in inglese edita dall’Ente Nazionale Germanico per il Turismo e intitolata: “ Welcome to the country without borders”.  


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